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Di libri, ricicli e coperte – una fiaba moderna

C’era una volta… Chi non si è mai imbattuto nell’incipit fiabesco per eccellenza?

Quattro parole semplici, capaci di evocare un tempo vago e lontano che ci culla fino al ricordo di quando eravamo bambini.
In questo caso, però, non stiamo parlando di orologi che scoccano la mezzanotte, scarpette di cristallo e carrozze che si trasformano in zucca bensì di libri, riciclo e coperte stese in mezzo ai prati.

Se vi state chiedendo in quale storia strampalata possano coesistere questi tre fattori ve lo racconto io!

C’erano una volta, nel lontano 2012, due ragazze al termine della loro esperienza di Servizio Civile Nazionale nella Biblioteca Civica “Giovanni Arpino” di Nichelino, città della periferia torinese.
Durante quel periodo si erano già cimentate con le letture ad alta voce (tramite il progetto “Nati per Leggere”, nda), ma sentivano che solo quell’azione sul territorio non bastava.

Con coperte e albi illustrati come armi, iniziarono a vagare sperimentando letture all’aria aperta nei principali giardini pubblici della città, per raggiungere soprattutto quelle famiglie che in biblioteca non ci andavano.
A guidarle l’idea che ogni rivoluzione che si rispetti inizia in sordina.

E che rivoluzione!

Sulle coperte c’era sempre meno posto, i bambini chiedevano insistentemente “Quando Tornate?!” e i genitori rimanevano lì, imbambolati anche loro dalla magia della lettura.
La perseveranza, però, non bastava e un bel giorno una gentile fata madrina arrivò nella persona dell’allora assessore alla cultura di Nichelino, con cui escogitarono la vera e propria innovazione.
L’idea era quella di creare un incantesimo che avesse come ingredienti i libri e il prendersi cura del territorio in cui si è nati.DI LIBRI, RICICLI E COPERTE – UNA FIABA MODERNA

Nacquero, così, i Punti Incantati: quattro tra i più importanti giardini della città vennero scelti come fortezze della cultura, costituiti da vecchie fioriere abbandonate e riportate in vita, che vennero installate in luoghi strategici, proprio vicino ai giochi per bambini, per segnalare il luogo preciso degli incontri.
Ecco che i volontari-cavalieri si sistemavano nel parco con delle coperte e tanti libri in attesa di essere notati, aspettavano che qualche bambino si accorgesse di loro e davano inizio all’incanto.Di libri, ricicli e coperte

La missione delle nostre eroine era tutt’altro che scontata: da una parte volevano portare la lettura al di fuori degli obblighi scolastici, essere uno dei tanti giochi all’interno del parco, senza costringere i bambini a rimanere ad ascoltare, dall’altra, in gran segreto, stavano cercando con mezzi non usuali, di formare ed  educare piccoli cittadini attivi del futuro, insegnando il riuso e il prendersi cura degli spazi pubblici, del verde e della natura.

Questo lo scopo, questa la vera rivoluzione.
E le nostre prodi fondatrici cercavano, ovviamente, di dare il buon esempio.
Ecco perché il resuscitare le vecchie fioriere, la lotta allo spreco, il cercare di non comprare mai materiali nuovi per i laboratori, ma il riciclare il più possibile.
Ogni oggetto banale, logoro e inutilizzato diventava… qualcos’altro.

Ma non finisce qui.Di libri, ricicli e coperte

Il gruppo di volontari lettori si allargò, gli appuntamenti vennero raddoppiati.
L’anno successivo il gruppo era così cresciuto che venne costituita l’Associazione Città Incanta, e nel 2014 il progetto “Città Incantate” venne proposto allo SBAM (Sistema Bibliotecario Area Metropolitana), coinvolgendo circa 15 comuni limitrofi.

L’incanto si stava espandendo ovunque e le nostre paladine della lettura ormai erano inarrestabili: si leggeva in biblioteca, a scuola (con il progetto “Scuola Incantata”), al consultorio, durante le feste patronali e le chiusure di via, in qualsiasi evento che potesse raggiungere, e forse coinvolgere, anche il bambino più restìo e in estate, ovviamente, si tornava sempre laddove tutto era iniziato: nei giardini.Di libri, ricicli e coperte

E arrivati a questo punto vi devo confessare una cosa.
Questa storia si differenzia da tutte quelle a cui siamo abituati perché non ha un vero e proprio lieto fine.

No, aspettate, non giungete subito a conclusioni affrettate.

La fine non c’è. E, anzi, se dovessi scegliere una degna conclusione per la fiaba moderna che vi ho appena raccontato sceglierei questa: “C’era una volta… E oggi c’è ancora qualcuno che nel suo piccolo tenta di cambiare il mondo, cercando di educare piccoli grandi cittadini che possano diventare appassionati di informazioni, consumatori consapevoli e che sappiano scegliere con criterio che tipo di mondo vogliono vivere domani”.

Lunga vita, Associazione Città Incantata!

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